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	<title>Non categorizzato Archives - Mario Alessiani</title>
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	<title>Non categorizzato Archives - Mario Alessiani</title>
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		<title>Questo blog passa ora su Substack</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 17:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho spostato questo blog su substack, trasformandolo in una newsletter. Utilizza questo link per iscriverti e rimanere in contatto, la newsletter sarà solo in inglese: http://marioalessiani.substack.com/subscribe Mostrerò un processo di progettazione sincero, inclusi fallimenti, pensieri e difficoltà, non solo nella progettazione di oggetti, ma anche...</p>
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<p>Ho spostato questo blog su substack, trasformandolo in una newsletter.</p>



<p>Utilizza questo link per iscriverti e rimanere in contatto, la newsletter sarà solo in inglese:</p>



<p><a href="http://marioalessiani.substack.com/subscribe">http://marioalessiani.substack.com/subscribe</a></p>



<p></p>



<p><em><strong>Mostrerò un processo di progettazione sincero, inclusi fallimenti, pensieri e difficoltà, non solo nella progettazione di oggetti, ma anche nell&#8217;approccio con i clienti, i produttori e la vita del designer in generale.</strong></em></p>



<p>Condivido cosa significa vivere al di fuori dei principali centri di design e come affronto il mio lavoro per&nbsp;<strong>ottenere risultati</strong>&nbsp;che siano rilevanti non solo a livello locale ma&nbsp; anche<strong>a livello globale</strong>.</p>



<p>Ti parlerò delle cose che mi piacciono e del perché mi piacciono.</p>



<p>Mostrerò ciò che accade durante le mie giornate e condividerò ciò che di solito le persone non vedono sui social media.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2024/06/Vela_Mario_Alessiani-13-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-2017" srcset="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2024/06/Vela_Mario_Alessiani-13-1024x683.jpg 1024w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2024/06/Vela_Mario_Alessiani-13-300x200.jpg 300w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2024/06/Vela_Mario_Alessiani-13-768x512.jpg 768w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2024/06/Vela_Mario_Alessiani-13-1536x1024.jpg 1536w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2024/06/Vela_Mario_Alessiani-13-2048x1365.jpg 2048w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2024/06/Vela_Mario_Alessiani-13-700x467.jpg 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Capire la SuperNormale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 07:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La semplicità è veramente minimale? Se state leggendo questo articolo, probabilmente siete radicati nel mondo del design. Se così non fosse, meglio ancora, perché oggi mi addentrerò in un argomento un po&#8217; di nicchia ma profondamente significativo: la SuperNormalità. Penso che non sia preso abbastanza...</p>
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<p id="ember40"><em><strong>La semplicità è veramente minimale?</strong></em></p>



<p id="ember41">Se state leggendo questo articolo, probabilmente siete radicati nel mondo del design. Se così non fosse, meglio ancora, perché oggi mi addentrerò in un argomento un po&#8217; di nicchia ma profondamente significativo: la SuperNormalità.</p>



<p id="ember42">Penso che non sia preso abbastanza sul serio, ma non intendo dire che manchi di rispetto all&#8217;interno della comunità del design. Si tratta piuttosto del fatto che il concetto di SuperNormale non è stato riconosciuto ufficialmente come movimento distinto. Forse è troppo recente per una simile categorizzazione, ma a mio avviso è giunto il momento di riconoscerne l&#8217;importanza.</p>



<p id="ember43">Nella nostra epoca frenetica, gli eventi appaiono spesso come una continua sfocatura, rendendo difficile fare un passo indietro e coglierne il significato. Posso capire che ci sia bisogno di tempo per definirlo veramente, ma questo concetto ha iniziato a germogliare quasi due decenni fa e si sta ancora evolvendo. Anzi, ora è più d&#8217;impatto che mai, e forse è anche per questo che è sull&#8217;orlo di una battaglia intellettuale.</p>



<p id="ember44">Le radici del concetto di SuperNormal risalgono a un momento di disillusione vissuto da Naoto Fukasawa. Durante la fiera di Milano, ha osservato le persone che si sedevano sul suo nuovo sgabello per Magis, chiamato Déjà Vu, come se fosse un normale sgabello di servizio, perdendo la sua essenza progettuale più profonda. Il suo collega Jasper Morrison, tuttavia, si rese conto dell&#8217;eccezionalità di questa reazione. Per chi lo usava comodamente senza pensarci due volte, lo sgabello aveva raggiunto il suo vero scopo. Era un prodotto SuperNormal.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQGpVPJKVC4TZA/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1696574790709?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=Z4faEgoNYw2ROBrYFZuF6ugkKOH9vu_ac2VFGAJN7XY" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Déjà-vu di <a href="https://naotofukasawa.com/">Naoto Fukasawa</a>, edito da Magis</figcaption></figure>



<p id="ember46">Questa realizzazione ha dato vita alla mostra &#8220;Super Normal&#8221; nel 2006 a Tokyo. Morrison l&#8217;ha descritta come una collezione di oggetti &#8220;di tipo più discreto e per lo più, anche se non inevitabilmente, progettati in modo anonimo, che superano con facilità le loro controparti quando si tratta di un uso quotidiano a lungo termine&#8221;.</p>



<p id="ember47">Il museo esponeva oggetti che oggi sono considerati normali, ma che in fondo avevano un impatto sottile ma profondo sulla vita delle persone. Questi disegni non erano standard; avevano un&#8217;essenza più profonda e meno appariscente che in seguito è diventata la norma. Ogni oggetto aveva quel tocco in più, anche se in modo discreto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQHZyd-_GbPvxA/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1696574839203?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=RbN_5wjjipNY9B-YqBfddb00ZSTHl2rXX7wmpf17b0I" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Mostra Super Normal a Tokyo (Galleria Axis)</figcaption></figure>



<p id="ember49">È fondamentale capire come siamo arrivati a questo punto e perché ritengo che la SuperNormalità non possa essere una dottrina rigida.</p>



<p id="ember50">Il viaggio di Jasper Morrison verso questo funzionalismo estremo, colorato di minimalismo, è stato, in parte, una reazione al movimento sgargiante e meno funzionale di Memphis. Ha spostato la sua attenzione verso un approccio basato sulle idee piuttosto che sull&#8217;espressione poetica.</p>



<p id="ember51">Tuttavia, è fondamentale non considerare l&#8217;opera di Morrison come un mero funzionalismo razionale, in cui la forma segue rigorosamente la funzione. Per comprenderlo veramente, dobbiamo fare un passo indietro nella sua carriera.</p>



<p id="ember52">Una fase cruciale della sua evoluzione come designer è stata la modifica delle funzioni degli oggetti esistenti. I tavoli ricavati dai vasi delle piante o dai manubri delle biciclette potevano sembrare una necessità a quei tempi, ma lui vedeva in quelle forme funzioni che ad altri sfuggivano. Quando è passato a creare nuove forme, questa esperienza ha influenzato naturalmente il suo approccio, come nel caso del pomello ispirato alle lampadine.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQH08AlkUCWBPA/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1696574885026?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=ecPdxgPFyKNfNv9k6R3IOZUIdtRryD8IBz0osYOciEk" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Di <a href="https://jaspermorrison.com/">Jasper Morrison</a></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQGHtfVdnaKk9w/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1696574897376?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=3p2TSxBQNPQQitdgq39f30hv1qCZWiwa8evfde0c7zU" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Di Jasper Morrison</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQF4BwHsvQrzAA/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1696574914003?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=5nv0e34vJAed-4Uxjm-TRdPdVZCUSMlBfFKFhoPDN6I" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Di Jasper Morrison</figcaption></figure>



<p id="ember56">Ciò che Morrison fa con le forme è incredibilmente ricco di sfumature. Ricordo una storia in cui raccontava che modificando l&#8217;altezza di un tavolo di un solo centimetro, l&#8217;intera percezione del tavolo cambiava. Purtroppo, questo approccio viene spesso frainteso, portando a imitazioni mal riuscite in cui l&#8217;enfasi sulla funzione e sulla semplicità manca di proporzione e funzionalità.</p>



<p id="ember57">Quindi, quando dico &#8220;combattere il SuperNormale&#8221;, è un invito a una contemplazione più profonda. Emulare il pensiero profondo di Morrison. Tracciate il vostro percorso senza limitarvi a ripercorrere territori consolidati, perché spesso seguiamo le regole senza capirne il motivo, cadendo nella trappola di fragili teorie progettuali.</p>



<p id="ember58">Morrison non è l&#8217;unico designer che merita questa profonda comprensione. Nel prossimo capitolo (non so quando), esplorerò la prospettiva di Naoto Fukasawa sul SuperNormale, addentrandomi ancora di più in questo intrigante regno.</p>



<p></p>



<p>Per saperne di più, visitate la <a href="https://marioalessiani.com/journal/">pagina</a> del <a href="https://marioalessiani.com/journal/">giornale</a>.</p>
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		<title>Rompere le abitudini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 06:11:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non date mai per scontata un&#8217;azione come strumento di progettazione. Avete mai notato che quando qualcuno valuta il vostro progetto, sembra entrare in una &#8220;modalità di critica del progetto&#8221; e inevitabilmente offre commenti su ciò che osserva in quel momento? I commenti includono spesso frasi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p id="ember1095"><em><strong>Non date mai per scontata un&#8217;azione come strumento di progettazione.</strong></em></p>



<p id="ember1096">Avete mai notato che quando qualcuno valuta il vostro progetto, sembra entrare in una &#8220;modalità di critica del progetto&#8221; e inevitabilmente offre commenti su ciò che osserva in quel momento? I commenti includono spesso frasi come:&nbsp;</p>



<p id="ember1097">&#8220;Non è comodo&#8221;. &#8220;Fornisce una buona illuminazione&#8221;. &#8220;È pesante&#8221;. &#8230; e così via.</p>



<p id="ember1098">Questo fenomeno si verifica durante eventi come fiere, mostre, recensioni di prodotti, pitch o qualsiasi situazione in cui qualcuno ha progettato qualcosa che deve essere criticato. Lo stesso comportamento si verifica per gli oggetti quando si visita il bar locale o si va alla lavanderia più vicina? Quasi mai.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQGZ6cnWDGmjpA/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1695885079418?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=1ndMxxX4K4SgkARDp2B1sEDNPILc2TXKrzc36TlaN4o" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Un&#8217;immagine casuale di qualsiasi bar</figcaption></figure>



<p id="ember1100">Quando incontriamo qualcosa di nuovo, tendiamo ad adottare un atteggiamento che ci incoraggia a esplorarlo e a comprenderlo. Poiché qualcuno chiede la nostra opinione, ci sentiamo improvvisamente degli esperti, obbligati a dire qualcosa anche se conosciamo poco l&#8217;argomento. Se non riusciamo a trovare nulla di specifico da dire, ricorriamo a criteri generici che possiamo comprendere in quel momento.</p>



<p id="ember1101">Per esempio, potremmo commentare la comodità di una sedia o l&#8217;estetica di un quadro senza approfondire il contesto.</p>



<p id="ember1102">Ma perché non applichiamo lo stesso approccio quando navighiamo nella nostra vita quotidiana?</p>



<p id="ember1103">La risposta sta probabilmente nelle nostre abitudini e nella nostra tendenza a dare per scontate certe situazioni. La forte illuminazione fluorescente di un ufficio che affatica gli occhi e smorza l&#8217;umore, le sedie scomode del negozio di kebab locale o le buche per strada: questi problemi diventano routine e, col tempo, ci si abitua ad essi, accettandoli come parte della vita.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQEVP11Gah_Qhw/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1695885244788?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=pkHjYkohKYUCBNbFnX-N8bEiMDN2_ueK7oWEZfGhb-M" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Luce standard in un ambiente d&#8217;ufficio</figcaption></figure>



<p id="ember1105">Poiché ci siamo abituati, questi problemi spesso passano inosservati, il che può essere sia una gioia che una sofferenza per i progettisti. Da un lato, scoprire questi problemi trascurati quando nessuno lo fa può essere una fonte di ispirazione per un designer.</p>



<p id="ember1106">Io sono uno di quelli che ha accettato queste situazioni, ma è proprio il tipo di sfida che un designer può affrontare.</p>



<p id="ember1107">Questo atteggiamento non è limitato ai singoli individui, ma può essere osservato anche in alcune aziende. Quante volte avete sentito la frase: &#8220;Abbiamo sempre fatto così&#8221;? Quando qualcosa è funzionale, è difficile immaginare come potrebbe essere migliorato, soprattutto se è stato fatto nello stesso modo per anni.</p>



<p id="ember1108">Nel campo del design di prodotto, spesso legato a standard consolidati, la rottura della norma rappresenta una sfida significativa. Un tavolo ha quattro gambe, una libreria è composta da piani e ci sono regole numeriche che governano il design. Il cambiamento del gioco si scontra con due ostacoli principali: convincere un&#8217;azienda a modificare una funzione o una costruzione e persuadere gli utenti a cambiare le loro abitudini.</p>



<p id="ember1109">Tentare di cambiare le abitudini e non dare nulla per scontato può essere stimolante e rivoluzionario. Nel mondo degli accessori da regalo è più facile esplorare questo concetto perché le persone sono aperte alla sperimentazione ludica. Tuttavia, per questioni più serie, l&#8217;innovazione che sfida le abitudini consolidate rimane un compito formidabile.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQFmTFyQT2hyqw/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1695885269449?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=fdoOmKW49QcTsY9M4B4REhPDpCIiGLAWO5nUOueMDB8" alt=""><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://it.eu.monkeybusinessusa.com/">Monkey Business</a> &#8211; Temperamatite in metallo chiavi in mano</figcaption></figure>



<p id="ember1111">Un esercizio prezioso è quello di affrontare i compiti come se nessuna funzione fosse mai stata esplorata prima. Ho sperimentato questo concetto durante la realizzazione di un martello, non perché mi fosse stato commissionato, ma per curiosità personale. Mi sono trovato in una situazione primitiva in cui dovevo piantare un chiodo usando qualsiasi cosa fosse a portata di mano. A quel tempo lavoravo molto con i tubi metallici, quindi ne ho usato uno come strumento. Non sto suggerendo che questa sia la soluzione definitiva per la progettazione di un martello, ma certamente si differenzia dal design convenzionale a testa dura. Questo processo potrebbe portare a una soluzione, ispirare un nuovo approccio o rivelarsi impraticabile, ma rappresenta un nuovo capitolo nella narrazione del mondo del design.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQFWx-sLIzKbXQ/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1695885310617?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=yBB1hqLEq-fJe7qmekvUFrXd5wZLVJtOJqsTUdANnmQ" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Il mio martello, recentemente prodotto per una mostra<a href="https://www.adidesignmuseum.org/">all&#8217;ADI Design Museum di Milano</a></figcaption></figure>



<p id="ember1113">È come progettare senza istruzioni e, in alcuni casi, può suscitare l&#8217;ispirazione giusta per realizzare un&#8217;innovazione piccola ma significativa.</p>



<p>Per ulteriori articoli navigate nella <a href="https://marioalessiani.com/journal/">sezione Journal</a>.</p>
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		<title>Quando le aziende rischiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 14:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle cose che ha veramente acceso la mia passione per il design è stato assistere a designer e aziende che si imbarcavano in imprese non convenzionali, o almeno ci provavano. Era la fine del 2008 quando Vitra presentò la sedia Vegetal, una creazione dei...</p>
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<p id="ember1638">Una delle cose che ha veramente acceso la mia passione per il design è stato assistere a designer e aziende che si imbarcavano in imprese non convenzionali, o almeno ci provavano.</p>



<p id="ember1639">Era la fine del 2008 quando Vitra presentò la sedia Vegetal, una creazione dei fratelli Bouroullec. Il progetto è nato nel 2005 come semplice schizzo e ha richiesto tre lunghi anni per essere realizzato. Ciò che mi ha incuriosito di più non è stata solo la sedia in sé come oggetto, ma piuttosto il processo che l&#8217;ha fatta nascere. All&#8217;epoca si trattava di una novità assoluta: ispirata alla crescita degli alberi, aveva l&#8217;obiettivo di assomigliare alle radici che emergono dal terreno, formando alla fine una seduta. Oggi si possono trovare numerosi prodotti che seguono questo approccio, ma all&#8217;epoca sembrava un&#8217;impresa impossibile (in effetti, le imitazioni sono ben lontane dal catturare la sua forma e il suo comfort caratteristici). Quando l&#8217;hanno concepita inizialmente, la produzione del risultato sembrava irraggiungibile. Mentre il 90% dei designer e dei marchi avrebbe potuto gettare la spugna, loro hanno perseverato. È affascinante osservare l&#8217;intero sviluppo online e vedere come si è evoluto il concetto, pur conservando la sua essenza originale. Una vera opera d&#8217;arte: il processo stesso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQE8IvgY09gRXw/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1694159639364?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=LGoRBAvOAYJxj43j3lw_A7XkoCVtltqdwV_7WbmA5cc" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Sedia Vegetal WIP &#8211; Vitra + Bouroullec Bros.</figcaption></figure>



<p id="ember1642">Il gioco preoccupante che alcuni individui stanno facendo consiste nell&#8217;inviare brief senza anima a designer a caso, sperando di raccogliere idee gratuite per un potenziale sviluppo. Questa pratica sta minando l&#8217;approccio tradizionale che ha portato alla creazione di tali capolavori. Il vero vantaggio di vedere un designer rinomato collaborare con un marchio importante è quello di formulare un brief ben definito e di investire tempo e risorse per realizzarlo. Non si tratta semplicemente di un &#8220;mi piace &#8211; non mi piace&#8221; basato su alcuni rendering in un PDF compresso.</p>



<p id="ember1643">Due fattori primari hanno contribuito a questa situazione. In primo luogo, i designer sentono spesso il bisogno di produrre una moltitudine di pezzi, sacrificando potenzialmente la profondità dei loro concetti e della loro ricerca per inseguire la quantità. In secondo luogo, e altrettanto significativo, le aziende nutrono l&#8217;idea errata di poter analizzare casualmente l&#8217;ambiente circostante per individuare gli articoli di tendenza che possono essere commercializzati in massa, grazie alla giusta scelta del colore, a una forma accattivante e a un piano di marketing strategico.</p>



<p id="ember1644">Può sembrare un po&#8217; troppo semplificato, ma questo racchiude ciò che è successo quando i designer hanno iniziato a rivolgersi alle aziende via e-mail, proponendo collaborazioni basate sulla mentalità del &#8220;mostrami qualcosa e poi decideremo&#8221;. Si tratta di un&#8217;evoluzione imperfetta di un approccio precedente che aveva favorito il successo sia delle aziende che dei progettisti. Tuttavia, diverse distinzioni critiche rendono vulnerabile questo nuovo approccio.</p>



<p id="ember1645">Più o meno fino al 2008 (sì, sembra ancora ieri, ma è passato un bel po&#8217; di tempo), il mezzo principale per scoprire i progetti emergenti era l&#8217;incontro con le fiere o i festival, come la Design Week di Milano. Uno dei punti di riferimento è stato il Salone Satellite, dove è stato possibile esporre i propri lavori migliori e dove i proprietari delle aziende e i direttori del design hanno visitato gli stand alla ricerca di talenti interessanti.</p>



<p id="ember1646">Nel 2011 lavoravo presso il Jake Phipps Design Studio di Londra. Ricordo chiaramente che Jake raccontava la storia della sua mostra al Salone Satellite. All&#8217;epoca, produceva e vendeva i suoi prodotti. Tuttavia, dopo la mostra, ha attirato l&#8217;attenzione di importanti aziende di design interessate a produrre la sua collezione. Il primo è stato Cappellini, che voleva produrre l&#8217;intera collezione. In seguito, ha avviato collaborazioni con altri marchi rinomati che lo hanno contattato, tra cui Innermost, Riva1920, Gebrüder Thonet Vienna e altri. Così, la sua carriera è stata lanciata da un singolo evento.</p>



<p id="ember1647">Questa pratica di scouting di talenti nel mondo del design esiste ancora, anche se in forma diversa: via e-mail. Queste aziende sono inondate di e-mail di designer che cercano collaborazioni e propongono pitch gratuiti. Tuttavia, cosa succede dopo? Un prototipo ha un peso significativamente maggiore in quanto rappresenta uno stadio avanzato di progettazione. Dimostra efficacemente se qualcosa funziona, rivelando proporzioni e funzionalità e consentendo al progettista di spiegare con sicurezza la propria creazione, dopo avervi investito un notevole impegno. Quando ci si limita a inviare un PDF gratuito, manca il vero valore per un marchio finché non si evolve in qualcosa di più avanzato.</p>



<p id="ember1648">Questa situazione perpetua un circolo di causa-effetto dannoso per tutte le parti coinvolte, sia per i designer (che compromettono la qualità perseguendo la quantità) sia per le aziende (che perdono di vista il vero valore della cura dei pezzi di design). Di conseguenza, l&#8217;assunzione di rischi viene scoraggiata fin dall&#8217;inizio della valutazione di un progetto.</p>



<p id="ember1649">Le aziende italiane ed europee si sono distinte in passato per il loro impegno nell&#8217;innovazione, che implica intrinsecamente la volontà di rischiare. Non si può ottenere qualcosa di nuovo attenendosi esclusivamente a ciò che è stato fatto in precedenza.</p>



<p id="ember1650">È sorprendente che ci siano ancora grandi aziende che collaborano con designer eccezionali, anche se non è più la norma prevalente. Consideriamo il caso di una categoria di prodotti che sta attraversando un periodo di forte stagnazione: i divani. Sembrano tutti indistinguibili, privi di concetti distinti al di là di &#8220;forme arrotondate&#8221; e &#8220;comfort&#8221;, il tipo di dichiarazioni che gli uffici marketing fanno quando non hanno molto altro da dire.</p>



<p id="ember1651">Non mi dilungherò ancora su Stefan Diez (la mia ammirazione è palpabile), ma vorrei menzionare @Philippe Malouin e la sua creazione per De Sede, giustamente chiamata DS-707. Il design è davvero eccezionale e sembra provenire da una prospettiva del tutto nuova, come se Malouin non avesse mai incontrato un divano prima. Presenta un approccio del tutto nuovo alla modellazione dei rivestimenti all&#8217;interno di questa categoria.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQEzNX5Y6z3ibw/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1694160249466?e=1702512000&amp;v=beta&amp;t=x6J-F0zFLb4N1IGOA4cYqeumhcXBjHlP7eGZMibmTHc" alt=""><figcaption class="wp-element-caption">Philippe Malouin x De Sede</figcaption></figure>



<p id="ember1654">Immaginate di proporre questo concetto a un&#8217;azienda di medie dimensioni, con il direttore del design che funge da responsabile delle pubbliche relazioni, che elabora frettolosamente progetti CAD durante il fine settimana e che socializza a casa del proprietario dell&#8217;azienda nei giorni liberi. La loro risposta potrebbe essere stata qualcosa del tipo: &#8220;Per me non assomiglia nemmeno a un divano. La gente non lo capirà, mi dispiace. La prego di tornare con qualcosa di diverso dopo le vacanze estive. Ci piace molto il divano di &#8216;Another Company&#8217;; può creare qualcosa di simile?&#8221;. Tuttavia, De Sede e Philippe Malouin hanno entrambi storie uniche. L&#8217;unione di queste due narrazioni ha dato vita a una conversazione che ha prodotto un capolavoro.</p>



<p id="ember1655">Non sono in grado di stabilire se questa collezione di design stia vendendo eccezionalmente bene o meno, ma è un rischio che vale la pena di correre. Alberto Alessi ha detto che le aziende che si spingono oltre i confini del possibile e dell&#8217;impossibile sono i veri innovatori. Concordo pienamente.</p>



<p id="ember1656">La prossima volta probabilmente parlerò di un argomento molto difficile:&nbsp;<em>rompere le abitudini degli utenti attraverso il design</em>. È necessario un supporto! Condividete, commentate e tutti i suggerimenti sono più che benvenuti!</p>
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		<title>Il dramma: dal semplice al semplicistico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 07:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi desidero parlare di un argomento che riveste un ruolo drammatico nella mia vita di designer industriale minimale. L&#8217;incessante ricerca del minimalismo e la costante necessità di sintetizzare ulteriormente i miei progetti a volte portano al tedio o a un senso di déjà vu. Sì,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p id="ember1329">Oggi desidero parlare di un argomento che riveste un ruolo drammatico nella mia vita di designer industriale minimale. L&#8217;incessante ricerca del minimalismo e la costante necessità di sintetizzare ulteriormente i miei progetti a volte portano al tedio o a un senso di déjà vu.</p>



<p id="ember1330">Sì, perché quando si tratta del vostro tavolino da caffè, optare per l&#8217;opzione più raffinata, come una scatola realizzata in compensato fenolico di frassino, potrebbe far scattare il pensiero,&nbsp;<em>&#8220;Forse non c&#8217;è bisogno di un progettista per un compito così semplice&#8221;.</em>&nbsp;Tuttavia, questa idea è tutt&#8217;altro che accurata. La semplice considerazione che provoca tale conclusione è sufficiente a giustificare il pagamento del lavoro.</p>



<p id="ember1331">La sfida sta quindi nel creare qualcosa di troppo facile da replicare. Così facendo, potreste scoprire la vostra creazione ovunque, magari perché qualcun altro ha già concepito l&#8217;idea. Inoltre, le aziende non etiche potrebbero inondare il mercato di repliche. A complicare le cose, le tutele della proprietà intellettuale potrebbero non essere applicate a causa della semplicità percepita del design.</p>



<p id="ember1332">Esiste una soluzione?&nbsp;<strong>Sì.</strong></p>



<p id="ember1333">Vorrei chiarire che questo non è un tutorial per diventare un designer esperto. Si tratta invece di una contemplazione di potenziali soluzioni dal mio punto di vista. Immaginiamo di essere seduti insieme un venerdì sera in un pub, impegnati in una conversazione sul design. Ecco cosa condividerei, anche se il mio punto di vista potrebbe cambiare dopo la seconda birra. Credo fermamente che le discussioni aperte e la considerazione di punti di vista diversi siano la strada da seguire. Se avete spunti per integrare o controbattere i miei ragionamenti, sentitevi liberi di condividerli nei commenti o tramite messaggi privati.</p>



<p id="ember1334">Perché lo sottolineo? Perché considero il design un&#8217;arte, non una scienza rigida. Non ci sono regole fisse.</p>



<p id="ember1335">Intraprendiamo quindi questo viaggio.</p>



<p id="ember1336">Cresciuto come designer sotto l&#8217;influenza di figure come&nbsp;<strong>Mari</strong>,&nbsp;<strong>Morrison</strong>, e&nbsp;<strong>Castiglioni</strong>, naturalmente traggo immensa soddisfazione dall&#8217;osservare progetti minimalisti ben eseguiti. Niente forme stravaganti, prezzi ragionevoli e materiali naturali: questi sono i miei principi guida.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQFhoT3tJF7Ezg/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1692977509112?e=1701907200&amp;v=beta&amp;t=Zm8RBq5EK69UJsfe2xRSaWbDbZKcNtAtS0fhDzkGITU" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">La cassa &#8211; Jasper Morrison</figcaption></figure>



<p id="ember1339">Eccellente.</p>



<p id="ember1340">Questi principi sono indubbiamente validi e rilevanti per diversi oggetti, soprattutto per quelli che il design non ha ancora esplorato a fondo o per quelli che sono del tutto nuovi. Tuttavia, è possibile attenersi rigorosamente a questi principi per oggetti consolidati come mobili, lampade, automobili e prodotti tecnologici? La risposta non è semplice. Spesso dipende dal caso specifico, ma in generale propendo per la diversificazione del nostro approccio.</p>



<p id="ember1341">Ai tempi in cui studiavo, alcuni compagni mi suggerirono di passare all&#8217;ingegneria del design a causa del mio approccio iper-razionale alla progettazione. Non incorporerei elementi decorativi o curve inutili a meno che non abbiano uno scopo funzionale, una riduzione dei costi o un altro motivo razionale. Questa mentalità riecheggia una prospettiva ingegneristica. La mia inclinazione derivava da un semplice fatto: nessuno mi aveva spiegato le ragioni alla base della creazione di nuove forme nel design.</p>



<p id="ember1342">L&#8217;iscrizione a una scuola di design implica intrinsecamente l&#8217;impegno in forme nuove e innovative fin dall&#8217;inizio. È come frequentare una scuola di cucina con la tacita consapevolezza che i piatti che creiamo non devono solo avere un buon sapore, ma anche essere nutrizionalmente validi. Tuttavia, il regno del design non è così semplice; non siamo culturalmente predisposti a comprendere l&#8217;importanza di plasmare l&#8217;ambiente che ci circonda sia per la funzione che per l&#8217;emozione.</p>



<p id="ember1343">Storicamente, la decorazione o l&#8217;uso di forme sinuose servivano spesso a mascherare le imperfezioni di fabbricazione. Prendiamo ad esempio il lavandino del bagno. Negli anni &#8217;90 era comune che i lavelli fossero grandi, arrotondati e vistosi. Questo approccio progettuale è emerso perché il bacino di ceramica tendeva a deformarsi durante il processo di cottura, simile a un pan di Spagna sgonfio. Per ovviare a ciò, sono state impiegate forme espansive arrotondate per minimizzare la deformazione e ridurre gli scarti di produzione.</p>



<p id="ember1344">Il momento cruciale è arrivato con la&nbsp;<em>Acquagrande</em>&nbsp;collezione di designer&nbsp;<strong>Roberto Palomba</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giulio Cappellini</strong>&nbsp;per<strong>&nbsp;Ceramica Flaminia</strong>&nbsp;nel 1997. Si sono cimentati con le linee rette, costringendo l&#8217;azienda a innovare e progettare una nuova forma. Non era solo una scatola, ma aveva un significato. Simboleggiava il progresso tecnologico e le strade inesplorate del design. Sebbene questa forma sia ormai comune grazie al suo successo, allora rappresentava un punto di svolta.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQFLIh7il8MoiA/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1692977569056?e=1701907200&amp;v=beta&amp;t=tUlRPwHT7-K6iNsGgX3aZXAbjD82IZ18a6wlo4D6-rM" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Acquagrande &#8211; Palomba &amp; Cappellini</figcaption></figure>



<p id="ember1347">Merita ancora oggi di essere replicato? No. È stato fatto, è stato stabilito e non richiede un&#8217;imitazione priva di valore aggiunto.</p>



<p id="ember1348">Ora, il nocciolo della questione è che ci viene insegnato a percepire questo come un punto di partenza, mentre la realtà ci dice che padroneggiare una tale semplicità richiede un&#8217;abilità eccezionale.</p>



<p id="ember1349"><strong>Picasso</strong>, ad esempio, si è avventurato in&nbsp;Il <em>cubismo</em>&nbsp;(tecnicamente &#8220;più facile&#8221;) dopo aver affinato le abilità pittoriche classiche fino al punto in cui aveva bisogno di esplorare nuove strade per esprimersi pienamente. L&#8217;approccio inverso, ovvero iniziare con il cubismo e poi tentare di dipingere in modo convenzionale, è intrinsecamente difettoso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQFm3oKiEsTiXQ/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1692977706959?e=1701907200&amp;v=beta&amp;t=hrjwSM6zNhjb4PN-PIjmfb4nGiHL6wJPtF6DvB3fejQ" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">I primi lavori di Pablo Picasso</figcaption></figure>



<p id="ember1352">Capire perché i progetti storici erano pesantemente ornati può far luce sull&#8217;evoluzione verso il minimalismo. Questa comprensione porta a una scelta consapevole tra i due approcci (che non necessariamente si escludono a vicenda).</p>



<p id="ember1353">Il design non è solo un&#8217;attività commerciale, ma è intriso di cultura. È quindi indispensabile rispettarla e applicarla con giudizio per evitare la mediocrità.</p>



<p id="ember1354"><strong>Thomas Heatherwick</strong>, eminente designer divenuto architetto, presenta un video accattivante intitolato&nbsp;<em>The Case for Radically Human Buildings.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="The Case for Radically Human Buildings | Thomas Heatherwick | TED" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/bhb0P5GGpys?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p id="ember1356"><em>[Si tratta di una risorsa pertinente, anche se mi scuso per essermi spesso basato su esempi architettonici; purtroppo, i progettisti raramente si addentrano in discussioni di questo tipo online&#8221;.]</em></p>



<p id="ember1357">Abbracciare il minimalismo in modo superficiale rappresenta la nostra crisi contemporanea, come sottolinea Heatherwick, che manca di un elemento fondamentale: l&#8217;emozione, la capacità delle strutture di risuonare con noi. Applicando il minimalismo in modo semplicistico si ottengono design privi di significato nella nostra epoca. Tutto appare omogeneo e la comunità del design può lodare un vaso cilindrico abilmente realizzato, ma l&#8217;interesse dei consumatori rimane basso.</p>



<p id="ember1358">Il minimalismo, se usato in modo appropriato, ha un significato profondo e può essere uno strumento potente. Altrimenti, soccombe al tedio.</p>



<p id="ember1359">L&#8217;Acquagrande avrebbe potuto sfoggiare sfaccettature invece di una facciata semplice? Non è probabile. Rappresentava il progresso e l&#8217;esplorazione, e richiedeva semplicità per trasmettere il suo messaggio con forza. Più superfici avrebbero diluito il suo impatto.</p>



<p id="ember1360">Pertanto, le forme semplici devono possedere un significato, altrimenti sono semplicemente semplicistiche. Non si tratta solo di efficienza produttiva, ma anche di emozioni senza una logica di produzione tangibile. Un esempio è rappresentato da&nbsp;<strong>Nendo</strong>&nbsp;<em>Deepsea</em>&nbsp;per&nbsp;<strong>Glass Italia</strong>. Composto da più strati di vetro, dà l&#8217;illusione dell&#8217;oscuramento, anche se si tratta solo di un effetto ottico.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQHpB2uXOQ3f9w/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1692977935548?e=1701907200&amp;v=beta&amp;t=1qv56COAkbEgJ1LgEwJ2MliA3y15ordUuBF1-DpLtj0" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Deepsea &#8211; Nendo</figcaption></figure>



<p id="ember1363">Nessuna curva, solo semplici superfici rettangolari. Perché? L&#8217;attenzione è rivolta al colore, non alla forma. Questo esemplifica un minimalismo significativo con forme semplici. C&#8217;è un concetto tangibile dietro, ed esprimerlo in modo così diretto è una prova di sensibilità e di capacità di trasmettere idee senza distrazioni.</p>



<p id="ember1364">Considero il minimalismo come una meta, raggiungibile una volta compresi funzione, decorazione ed emozione. Ecco perché condivido qui le mie riflessioni: per affinare i miei pensieri e tracciare una traiettoria creativa.</p>



<p id="ember1365">Questo è il mio punto di vista e sono ansioso di sentire il vostro. Per favore, condividete i vostri pensieri!</p>



<p id="ember1366">Nel prossimo articolo mi dedicherò agli studi di design pionieristici che osano rischiare.</p>
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		<title>Allenarsi a fallire è l&#8217;unico modo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 10:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono un&#8217;appassionata di cucina e dedico molto tempo a consultare le ricette e a guardare i video dei miei chef preferiti per scoprire nuovi piatti da creare. Proprio ieri, la mia ricerca mi ha portato a esplorare i modi per realizzare deliziosi tartufi con la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p id="ember1381">Sono un&#8217;appassionata di cucina e dedico molto tempo a consultare le ricette e a guardare i video dei miei chef preferiti per scoprire nuovi piatti da creare. Proprio ieri, la mia ricerca mi ha portato a esplorare i modi per realizzare deliziosi tartufi con la pasta. Come forse saprete, il tartufo estivo in Italia manca di sapore. Max Mariola l&#8217;ha definita con umorismo &#8220;patata&#8221;, offrendo spunti per esaltarne il gusto. Non era una cosa insolita, se non fosse che ora il mio feed di YouTube è inondato di teorici del design e di individui che modellano la pasta fatta in casa. È un senso di appartenenza confortante.&nbsp;</p>



<p id="ember1382">Scorrendo questi video, mi sono imbattuta in una tendenza emergente: persone che documentano i fallimenti delle ricette. Soprattutto tra i più giovani, mostrano il loro percorso verso la padronanza delle ricette dei loro sogni (si pensi alle pizze soffici, ad esempio), mostrando ogni tentativo. Successo e fallimento si mescolano nelle loro narrazioni. Un esempio lampante è Alex, alias French Guy Cooking, che opera dal suo scantinato. Il suo spazio libero è una tela per sperimentare ricette diverse, spesso ispirate da chef rinomati. Alex incarna lo spirito di chi impara, condividendo la sua crescita in ogni video, come la sua ricerca di perfezionare un purè di patate da 3 stelle Michelin.</p>



<p id="ember1383">Dopo numerose prove, alla fine arriva a delle soluzioni, anche nei momenti in cui contempla la resa quando le idee si esauriscono.&nbsp;</p>



<p id="ember1384">Apprezzo molto questa mentalità e faccio un parallelo con la tenacia che si trova nello sport. L&#8217;etica di provare, allenarsi e perseverare fino al trionfo.&nbsp;</p>



<p id="ember1385">Dove questa etica sembra assente? La comunità del design.&nbsp;</p>



<p id="ember1386">Ora, non fraintendete le mie parole come giudizi generalizzati, ma c&#8217;è un&#8217;aura di invincibilità che circonda i designer che sembra un po&#8217; artificiosa. Ricorda l&#8217;autodifesa, un ambito in cui regna la vigilanza e la soluzione progettuale è unicamente nelle proprie mani, uno strumento che salva il mondo. Questa disposizione appare particolarmente accentuata nel circuito del design italiano: &#8220;fake it until you make it&#8221;. Spesso si viene trascurati finché non si raggiunge una certa statura e le opportunità scarseggiano. Così, quando si presenta un&#8217;occasione, si tende a coglierla, proiettando un&#8217;aria di celebrità o di maestria, guadagnata o meno.&nbsp;</p>



<p id="ember1387">Ma indovinate un po&#8217;? Il fallimento è la porta indispensabile per il successo.  [applause]</p>



<p id="ember1388">Potrebbe sembrare banale fuori dal contesto, ma il concetto di fallimento, visto come una pietra miliare sulla via della maestria, merita di essere contemplato.&nbsp;</p>



<p id="ember1389">Ricordo che avevo 15 anni quando ho iniziato a suonare la chitarra. Armato di una chitarra economica, pizzicavo diligentemente le singole note. È un processo semplice: si mette un dito su una corda con la mano sinistra e si pizzica con la destra per ottenere un suono. Durante i primi tentativi, la stringa potrebbe rimanere muta. Quando si impara uno strumento musicale, anche un suono debole segna un progresso, anche se viene considerato un fallimento nel suonare la chitarra. Non c&#8217;è da preoccuparsi: pochi istanti dopo si riprende a lavorare, perfezionandosi fino a raggiungere la padronanza. Questo regime continua ogni giorno fino a quando non si riesce a strimpellare abbastanza accordi da regnare sui canti del campeggio.&nbsp;</p>



<p id="ember1390">Il design segue uno schema simile. La distinzione chiave sta nell&#8217;intervallo tra il primo e il secondo tentativo, molto più lungo di tre secondi. Per valutare il successo o il fallimento e garantire i risultati, è necessario più tempo. Sfortunatamente, i tempi lunghi impediscono una gratificazione immediata. Ad aumentare la complessità, la progettazione manca di un metro di giudizio standardizzato per valutare il successo.</p>



<p id="ember1391">Consideriamo un atleta olimpico che investe quattro anni per fare uno sprint di pochi secondi. I progressi sono quantificabili, misurati in pochi secondi. Il design, tuttavia, sfugge a tale quantificazione, rendendo difficile discernere i risultati ottimali. La dura verità è che il mercato funge da tester definitivo. Convincere un marchio a investire nel vostro progetto dà inizio a un processo in cui il giudizio delle persone determina il successo o il fallimento.&nbsp;</p>



<p id="ember1392">Che cos&#8217;è il fallimento quando si tratta di progettare? Penso che non esista una definizione.</p>



<p id="ember1393">Il fallimento diventa un catalizzatore all&#8217;interno del processo di progettazione, anche se si riesce a fare centro al primo tentativo. Sperimentare soluzioni alternative, anche quando si è sicuri della propria direzione, serve da cartina di tornasole per le proprie scelte. L&#8217;unico modo per verificare l&#8217;efficacia del progetto è il test. Anche quando si modella un oggetto, se ne creano decine per decifrare ciò che si allinea meglio con i propri obiettivi.&nbsp;</p>



<p id="ember1394">Se sei un designer esperto che sta leggendo queste righe, probabilmente starai facendo un cenno di assenso. Le vostre azioni riflettono questa metodologia. Ma perché questo impegno passa spesso inosservato?&nbsp;</p>



<p id="ember1395">La discrepanza nasce dal fatto che chi ha il compito di comunicare il lavoro dei designer spesso non ha una visione del processo di progettazione. Immaginate un rappresentante della comunicazione o del marketing di un&#8217;azienda di design a cui viene chiesto di presentare il culmine di un progetto durato due anni: probabilmente assisterete a un video in cui un designer fa uno schizzo su carta casuale, osservando un artigiano che leviga il legno, il tutto immerso in un delicato controluce accompagnato dalla tranquilla musica gratuita di Bensound.&nbsp;</p>



<p id="ember1396">Questa farsa intrappola molti di noi, fino a quando non raggiungiamo un peso sufficiente per affermare la nostra prospettiva e controllare la narrazione del nostro lavoro. Alcuni individui mostrano lo sforzo minuzioso investito nelle loro creazioni e si guadagnano il giusto riconoscimento. Stefan Diez ne è un esempio lampante: la sua dedizione e la sua risolutezza traspaiono dal suo lavoro, con benefici inequivocabili per ogni progetto.&nbsp;</p>



<p id="ember1397">Qual è la soluzione?&nbsp;</p>



<p id="ember1398">Sorprendentemente, nulla di rivoluzionario. Sosteniamo in modo collaborativo la trasparenza nel campo della progettazione per trasmettere davvero il difficile processo.&nbsp;</p>



<p id="ember1399">Oggi si celebra il 39° rifiuto di un progetto iniziato nel 2015. Rivedendolo nel 2020 per perfezionarlo e dopo aver realizzato 20 prototipi all&#8217;inizio del 2023, possiedo finalmente qualcosa degno di essere condiviso con potenziali partner ed editori. Sono consapevole che trovare un collaboratore adatto per questa impresa così particolare non sarà facile. Eppure, come per le questioni di cuore, la mia fiducia persiste.&nbsp;</p>
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		<title>Quando la storia si ripete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 13:04:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel design dell&#8217;arredamento, l&#8217;innovazione è una sfida importante, soprattutto a causa dell&#8217;idea che &#8220;tutto è già stato fatto&#8221;. Personalmente trovo questa affermazione piuttosto superficiale, perché c&#8217;è sempre spazio per l&#8217;innovazione, anche se non la percepiamo immediatamente. Qualche mese fa, ho scritto un articolo per&#160;CieloTerra&#160;dove ho...</p>
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<p id="ember1555">Nel design dell&#8217;arredamento, l&#8217;innovazione è una sfida importante, soprattutto a causa dell&#8217;idea che &#8220;tutto è già stato fatto&#8221;. Personalmente trovo questa affermazione piuttosto superficiale, perché c&#8217;è sempre spazio per l&#8217;innovazione, anche se non la percepiamo immediatamente.</p>



<p id="ember1556">Qualche mese fa, ho scritto un articolo per&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/company/cieloterradesign/">CieloTerra</a>&nbsp;dove ho raccontato la storia della sedia Cesca<a href="https://www.linkedin.com/company/knoll/">(Knoll</a>), conosciuta anche come S64 (prodotta da&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/company/thonet-gmbh/">Thonet GmbH</a>), e la controversia sulla sua paternità tra Stam e Breuer. Secondo il racconto di Breuer, egli si è ispirato a uno sgabello creato con tubi ripiegati, mentre Stam sembra essersi ispirato al sedile di un Tantra T-12.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQGnRCr4eAMNcA/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1690451426008?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=54Q0iXzdZFKc_T4uZRKtqmr1Do_7IVzsSFcBRok1EbM" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">A sinistra lo sgabello di Breuer, a destra il sedile dell&#8217;auto di Tantra Type 12</figcaption></figure></div>


<p id="ember1558">Al di là del dibattito sull&#8217;effettiva paternità di questo design, ciò che mi affascina è come un designer possa prendere una nuova tecnologia e reinterpretarla per creare qualcosa di completamente nuovo.</p>



<p id="ember1559">Ritengo che le sedie siano la categoria di prodotto perfetta per esplorare questo argomento poiché, come già detto, spesso si ha l&#8217;impressione che &#8220;tutto sia già stato fatto&#8221;. Ciononostante, l&#8217;innovazione nelle sedie continua a verificarsi e la tecnologia svolge un ruolo cruciale nel guidare questi sviluppi, con lo stile come naturale conseguenza.</p>



<p id="ember1560">Prendendo una tecnologia e applicandola a un contesto diverso, i designer possono creare innovazioni in vari prodotti. Esaminiamo alcuni esempi in cui una nuova prospettiva sulla tecnologia ha portato alla creazione di prodotti funzionali con un&#8217;estetica unica.</p>



<p id="ember1561">Un esempio emblematico di fusione di idee e funzioni è il lavoro di&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/company/zieta-studio/">Studio Zieta</a>. Un tempo studio di design, oggi si è evoluto in un marchio che crea una gamma diversificata di prodotti basati sulla stessa tecnologia. Alcuni anni fa, il designer&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/in/oskar-zieta-46648951?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAArtR04BiqYcRVf7fHREZIDTj8RWHlxdpIo">oskar zieta</a>&nbsp;ha intrapreso una nuova sfida: creare mobili metallici gonfiabili. Doveva combinare due diverse innovazioni: in primo luogo, adattare la tecnologia gonfiabile (solitamente utilizzata con la plastica) al metallo e, in secondo luogo, dare forma e funzione a questa tecnologia.</p>



<p id="ember1562">Sembra che Zieta sia riuscito nel suo intento, dato che il prodotto continua ad avere un grande successo e il suo marchio prospera. Ha persino introdotto nuovi prodotti come l&#8217;Ultraleggera (che può essere paragonata alla Superleggera di Gio Ponti). Nello stesso periodo, un altro designer, Moran Barmaper, ha esplorato i mobili metallici gonfiabili. Anche se non so chi sia stato il primo, questo offre un&#8217;ottima opportunità per confrontare i prodotti di questi due designer e cercare di capire perché il lavoro di Zieta ha ottenuto più successo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQE4hflRtBYpVw/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1690451674878?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=RkT8tF1VmezFbyCIG57IUD8nrx2Il4oENUpI0Ver_K4" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">A sinistra l&#8217;opera di Barmaper, a destra lo sgabello di Zieta</figcaption></figure>



<p id="ember1564">Lo sgabello Barmaper sembra un po&#8217; incompleto, come un punto a metà strada. Sebbene sia riuscita a gonfiare il sedile, la decisione di fissare le gambe di legno sulla parte superiore rende il prodotto meno audace, lasciando il processo di innovazione completo solo al 50%. Lo sgabello di Zieta, invece, è interamente realizzato con questa nuova tecnologia e la sua forma si integra perfettamente con il processo di gonfiaggio, mostrando un profilo ben studiato che assume una forma specifica quando viene soffiato.</p>



<p id="ember1565">Un altro progetto che suscita il mio interesse è la Pressed Chair di Harry Thaler, uno dei miei preferiti di sempre. Nonostante sia stato ben commercializzato, credo che non abbia ricevuto l&#8217;attenzione che merita da parte della critica. Thaler ha avuto un&#8217;idea brillante qualche anno fa: utilizzare una lastra di metallo e stamparla con un tubo di metallo tra la lastra e la pressa.</p>



<p id="ember1566">Sembra una brillante fusione tra la comprensione della tecnologia e la necessità di eliminare le muffe. Con il tubo, i costi di avvio della produzione sono ridotti, il che era fondamentale per un designer emergente che stava conducendo una ricerca indipendente. Il risultato è sorprendente: una sedia capovolta, in cui la parte strutturale appare rimossa anziché aggiunta.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQH20B0vb3UCtQ/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1690451855098?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=xE0VerysLITzxGsanI6_wH-g5Rvo9MFNHXsSTeqcuTE" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Sedia pressata di Harry Thaler</figcaption></figure>



<p id="ember1568">L&#8217;aspetto intrigante di questo design è che, a un esame più attento, si tratta essenzialmente di un semplice archetipo di sedia interpretato attraverso questa tecnologia innovativa. L&#8217;approccio è riuscito perché avrebbe potuto facilmente dare origine a una forma strana che non sarebbe mai stata prodotta. Al contrario, stabilisce una connessione con il subconscio dell&#8217;utente, consentendogli di riconoscere l&#8217;archetipo e di accettare la nuova estetica.</p>



<p id="ember1569">È interessante notare che la sedia stessa è più famosa del suo progettista, mettendo in ombra altri lavori di Thaler che non hanno avuto un impatto altrettanto significativo nel mondo del design. Ma questo è un argomento per un&#8217;altra discussione, che potrei approfondire in futuro.</p>



<p id="ember1570">Questi esempi mi stimolano molto come designer. Come professionista, capisco che idee così brillanti possono venire solo una volta nella vita (anche se spero che per voi non sia così). La maggior parte di queste scoperte è avvenuta nelle prime fasi della carriera di questi designer, quando hanno deciso di investire o di dedicare la loro vita a queste idee, cosa che non tutti possono fare. Tuttavia, con la pratica è possibile stimolare la creatività. Vi invito a provare questo esercizio: scegliete una particolare tecnologia e progettate un piccolo accessorio che apparentemente non ha alcun legame con quella tecnologia (e poi cercate di prototiparlo). Inizialmente i risultati potrebbero essere strani, ma con la pratica e il tempo le vostre idee diventeranno più realistiche.</p>



<p id="ember1571">Una volta, per gioco, ho disegnato un apribottiglie come regalo di Natale per i miei clienti e amici. Si trattava di far girare il metallo su un&#8217;asta esagonale. Ecco un&#8217;immagine:</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQEMcEtz74iZJg/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1690451952528?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=Am6CDEetJAF3SXaq-9aXClYPeLN3qYWKPo1h9wVxkVc" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Il mio prototipo di apribottiglie girevole in metallo</figcaption></figure>
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		<title>Limitazioni come plus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 07:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Se non investono in uno stampo, probabilmente non credono nel progetto&#8221;. Questa frase di&#160;Ferruccio Modica&#160;mi risuona ancora oggi, a distanza di anni dalla nostra conversazione allo stand&#160;di Arper&#160;dove lui era ancora lo sviluppatore del prodotto. Ricordo vividamente il momento in cui ho mostrato con orgoglio...</p>
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<p>&#8220;Se non investono in uno stampo, probabilmente non credono nel progetto&#8221;.</p>



<p id="ember722">Questa frase di&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/in/ferruccio-modica-direzione?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afs_miniProfile%3AACoAAB5x_98BqzEvR7Zz6kQaf-SGsCJQ1UfwNLg">Ferruccio Modica</a>&nbsp;mi risuona ancora oggi, a distanza di anni dalla nostra conversazione allo stand&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/company/arper/">di Arper</a>&nbsp;dove lui era ancora lo sviluppatore del prodotto.</p>



<p id="ember723">Ricordo vividamente il momento in cui ho mostrato con orgoglio una sedia che avevo progettato senza l&#8217;uso di alcuno stampo. È stata un&#8217;impresa impegnativa: ho dovuto creare uno schienale morbido per una sedia di metallo, mettendo a punto un processo meticoloso per dargli vita. Tuttavia, l&#8217;osservazione di Ferruccio mi ha lasciato di stucco, costringendomi a una profonda riflessione.</p>



<p id="ember724">In realtà, i migliori insegnanti sono quelli che lasciano un impatto duraturo. Anche se forse lui non ricorda quel caso specifico, per me è stato un punto di svolta.</p>



<p id="ember725">All&#8217;inizio della mia carriera mi sono concentrato sulla ricerca di soluzioni ottimali per creare progetti visivamente accattivanti e di alta qualità, utilizzando al contempo risorse minime. Questo approccio è stato molto apprezzato dai miei clienti, perché risparmiare denaro durante la produzione è sempre un obiettivo auspicabile. Tuttavia, ho presto scoperto che per alcuni clienti avventurarsi in nuove linee di prodotti non era in linea con le loro strategie di investimento.</p>



<p id="ember726">Il risultato?</p>



<p id="ember727">Considerate questo scenario: Investite 50.000 euro in uno stampo, oltre a spese aggiuntive per lo sviluppo tecnico, la direzione artistica, la fotografia, la pubblicità e la distribuzione di un nuovo prodotto. Vi impegnate a fondo nella promozione, cercando di recuperare l&#8217;investimento e di generare profitti. Tuttavia, quando si dispone di un prodotto che può essere realizzato in metallo attraverso il taglio laser e alcune piegature, il costo è notevolmente inferiore e il rischio diventa minimo. In questi casi, senza una visione chiara e idee solide, la perdita potenziale di un tentativo di prodotto fallito può ammontare solo a 200 euro, un giorno di lavoro.</p>



<p id="ember728">Sebbene questo approccio possa non essere adatto a tutti, è diventato la mia realtà circa il 70% delle volte.</p>



<p id="ember729">Anche se può sembrare controintuitivo, questo approccio può essere visto come un terreno di formazione creativa, a vantaggio sia dei designer che delle aziende. Lavorare con strumenti semplici e limitati, soprattutto durante gli anni formativi della carriera di un designer, si rivela incredibilmente prezioso. Non c&#8217;è palestra di progettazione migliore di un budget limitato e di un macchinario standard.</p>



<p id="ember730">Distilliamo questo concetto in tre ragioni fondamentali:</p>



<p>&#8211; <em>Realizzazione della funzione</em>: quando è limitato da macchine o strumenti specifici, il vostro spazio di lavoro creativo si contrae, portando a soluzioni inaspettate e innovative. Prendiamo, ad esempio, questo apribottiglie che ho progettato (e che non è mai stato messo in produzione) utilizzando la tornitura del metallo e un profilo metallico industriale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQGELF5fW4SShA/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1688624696174?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=8ufpmHyhxPR2CKldlnCublw7jIt-FjTOtsFd4oLYAb8" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Il mio apribottiglie non è mai stato messo in produzione perché l&#8217;azienda committente mi ha abbandonato dopo un anno di sviluppo.</figcaption></figure>



<p>&#8211; <em>Scoprire forme inaspettate</em>: concentrandosi sui risultati desiderati e trasformando la nostra percezione dei materiali, possiamo ottenere forme impreviste. Per esempio, quando ho progettato la lampada a sospensione Blossom<a href="https://www.linkedin.com/company/bogaerts-design/">(bogaerts</a>), ho cercato di conferirle un aspetto organico, pur avendo a disposizione solo sagome metalliche imbottite. Tuttavia, ho scoperto un modo di disporli che permetteva alle persone di percepire la costruzione a forma di fiore.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQH7uA9A802PNQ/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1688624775108?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=LXGx8L0NLhAe2a-pc5fV7CsJMsZxqBZN_Wn-AdvzR5s" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Lampade a fiore, produzione Bogaerts</figcaption></figure>



<p>&#8211; <em>Prototipazione rapida</em>: La progettazione di prodotti in plastica spesso comporta un lungo processo di due anni prima di vedere il risultato finale. Al contrario, lavorare con aziende come <a href="https://www.linkedin.com/company/hiro-italy/">Hiro &#8211; Your Design Side</a>, che impiegano strumenti standardizzati e rapidi, mi permette di assistere a un prototipo in un istante.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQFYVNxre49TIA/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1688624985989?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=ovxWRpGkCBEcJmb_RxTJ65SGCYQxCAEGKNhfEUMbivs" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Sgabello Op, produzione Hiro, durante la fase di sviluppo</figcaption></figure>



<p id="ember740">Possiamo quindi affermare con certezza che la mancanza di investimenti in uno stampo da parte di un&#8217;azienda indica una mancanza di fiducia nel progetto? È difficile fare una generalizzazione generale. È meglio invece riconoscere che ogni caso deve essere valutato individualmente.</p>



<p id="ember741">Tuttavia, l&#8217;adozione di questo approccio è un ottimo punto di partenza sia per le aziende che per i progettisti.</p>



<p id="ember742">Per i nuovi marchi con idee innovative, un investimento minore nella produzione di prodotti consente di concentrarsi maggiormente sullo sviluppo, la promozione e la distribuzione. Inoltre, stabilisce un&#8217;identità unica. Prendiamo, ad esempio, un&#8217;azienda come&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/company/folds-eu/">FOLDS</a>, la cui sensazione virale online è stata una sedia che oscilla mentre ci si siede, creata a partire da una semplice lamiera con lo spessore e le dimensioni giuste per funzionare efficacemente.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQHjlgreLbFIyQ/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1688625281733?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=8npAuEw5AUsJVqoQgGy9nac4d-Oe8c4Oz-bKc1_zkYQ" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Sedia da 4 mm di Folds</figcaption></figure>



<p id="ember745">Inoltre, i progettisti possono dimostrare il loro valore convincendo le aziende a inserire nei loro cataloghi prodotti economicamente vantaggiosi, stabilendo un legame iniziale che può portare a progetti più significativi in futuro. Dal punto di vista creativo, questo approccio permette anche di padroneggiare diverse situazioni. Giocare secondo le regole stabilite è un ottimo esercizio per migliorare e potenziare le abilità. Francisco Jodàn di Fun Furniture for Friends una volta ha detto: &#8220;Quando disegno, di solito inizio fissando una serie di paletti che creano confini ma mi divertono anche. Per esempio, creare una collezione di oggetti utilizzando lo stesso tubo di metallo e lo stesso raggio di curvatura. Una volta stabilite le regole del gioco, comincio a produrre, lasciando spazio agli imprevisti e agli errori&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQHLQmOO1OCRjw/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1688625361593?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=U-mbVO003mkAB_0CaiZA1r2fhv1xwb8WWkF6Rtd5jQw" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Una sedia di Fun Furniture for Friends</figcaption></figure>



<p id="ember748">I Radiohead hanno ottenuto numerosi grandi successi all&#8217;inizio della loro carriera utilizzando strumenti standard della musica rock come voce, chitarra, basso e batteria. Solo dopo aver raggiunto l&#8217;apice del successo hanno esplorato nuovi suoni e strumenti per spingere i loro confini creativi.</p>



<p id="ember749">Senza dubbio, le limitazioni sono un bene prezioso nella progettazione. Sono un ottimo punto di partenza per padroneggiare le abilità e affinare gli approcci prima di liberare la mente con risorse illimitate o ampliate.</p>



<p id="ember750">Qualche esperienza di buon design con pochi strumenti? Condividete nei commenti e fatemi conoscere la vostra storia!</p>
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		<title>La guida non richiesta per il riconoscimento dei creativi originali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 14:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto è facile scorrere i progetti di design e dire &#8220;noioso&#8221; o &#8220;fantastico&#8221;? È naturale per noi giudicare il lavoro degli altri. Prendiamo ad esempio il Juicy Salif di Philippe Starck, uno dei prodotti più venduti. Se lo mostraste a un designer, troverebbe 30-40 cose...</p>
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<p id="ember39">Quanto è facile scorrere i progetti di design e dire &#8220;noioso&#8221; o &#8220;fantastico&#8221;? È naturale per noi giudicare il lavoro degli altri. Prendiamo ad esempio il Juicy Salif di Philippe Starck, uno dei prodotti più venduti. Se lo mostraste a un designer, troverebbe 30-40 cose che il prodotto fa male.</p>



<p id="ember40">La realtà è che ha venduto mezzo milione di pezzi (500.000). A voi non piacerà, ma il signor Alessi ha visto qualcosa in quel prodotto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQG88sxLGlT37A/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1688115934285?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=V579r2kLsVMiKueMYlSYQJTVLMP5vFvD_CjptiRlY8c" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Juicy Salif di Philippe Starck, produzione Alessi</figcaption></figure>



<p id="ember43">Tendiamo a giudicare i progetti in base alle nostre esperienze passate. Se è in linea con le nostre idee sul design, va bene; altrimenti, lo liquidiamo come terribile.</p>



<p id="ember44">In effetti, è impossibile che ogni cosa ci attragga o corrisponda ai nostri gusti. Tuttavia, come professionisti del design, dobbiamo riconoscere le grandi idee e i creativi di talento, anche se questo è più legato all&#8217;azienda per cui lavorano. Quando acquistiamo qualcosa per noi stessi, è giusto giudicare in base ai nostri gusti. Ma quando decidiamo se qualcosa può funzionare o meno, dobbiamo essere pronti a cambiare i nostri criteri.</p>



<p>La scelta di una buona idea è molto impegnativa, quindi la maggior parte delle aziende prende la strada più semplice: trovare il miglior creativo.</p>



<p id="ember46">L&#8217;utilizzo di un designer affermato dà alle aziende la certezza che raramente si commettono errori, assicurando così che le cose funzionino. Questo è anche il motivo per cui i designer emergenti sono spesso criticati dai clienti che non si fidano abbastanza di loro per consentire l&#8217;innovazione. D&#8217;altra parte, un designer affermato può anche &#8220;vendere merda&#8221; e ottenere comunque l&#8217;approvazione.</p>



<p id="ember47">In primo luogo, dobbiamo chiederci se è vero che i personaggi famosi &#8220;vendono merda&#8221; o se è semplicemente la nostra incapacità di vedere la rilevanza dei loro progetti. Altrimenti, dobbiamo analizzare noi stessi per determinare se abbiamo davvero una mentalità creativa.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQFHz_r2FrJgCg/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1688116062657?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=-6Lo4mAxar7ThN4fWvGlrjh9Uv2CrbxERIEp6e2j8S4" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Anna G. di Alessandro Mendini, produzione Alessi.</figcaption></figure>



<p id="ember49">Di recente ho assistito a una presentazione TED di Adam Grant, che ha cercato di definire le caratteristiche degli individui veramente creativi (lui li chiama &#8220;originali&#8221;). Non mi dilungherò troppo sulla sua opinione in questa sede, quindi vi invito a guardarlo da soli. Ma c&#8217;è una regola d&#8217;oro: i creativi hanno una mentalità specifica. Questa mentalità è un modo di pensare e di operare che porta alla generazione del genio. Intendo dire che non siamo intrinsecamente dei geni nati, ma abbiamo il potenziale per diventarlo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQHzzHNtqvqyGQ/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1688116198742?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=Qh0wePReTO8Id1B-ygQqMNVe4hW0Bi_PvVCNjDprrL4" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Adam Grant</figcaption></figure>



<p id="ember52">Il vero problema è che la maggior parte di noi è già impostata su una mentalità che spesso è più adatta ai lavoratori che ai creativi. Non c&#8217;è nulla di male nell&#8217;essere un buon lavoratore, ma se lavoriamo come creativi, dobbiamo abbracciare questa mentalità.</p>



<p id="ember53">La ricerca di una standardizzazione ben eseguita ci ha allontanato dal nostro obiettivo originario: trovare l&#8217;unicità.</p>



<p id="ember54">È una situazione difficile, perché non è solo colpa del designer. Anche alcuni direttori creativi hanno la stessa mentalità, giudicano il lavoro in base a valori standard e i designer si sforzano di soddisfarli per portare a termine il lavoro. Il risultato è un prodotto che aderisce alle regole del mercato e che alla fine svanisce. Inoltre, i designer tendono a conformarsi, portandoci verso il disastro.</p>



<p id="ember55">Se ci alleniamo inconsciamente a creare i migliori standard, il risultato sarà standardizzato e il progresso ristagnerà.</p>



<p id="ember56">Se ci guardiamo intorno, siamo circondati da prodotti standardizzati, probabilmente nati dai criteri di cui ho parlato prima. La standardizzazione è ovunque, come in un film dell&#8217;orrore.</p>



<p id="ember57">L&#8217;unica soluzione è mettere lo stesso impegno nel creare cose originali invece di quelle standard.</p>



<p id="ember58">La sfida più grande di questo approccio? Convincere il cliente.</p>



<p id="ember59">Questo perché i clienti di solito si aspettano qualcosa di standard ed è incredibilmente difficile convincerli che la vostra idea è quella giusta se vi discostate da queste aspettative. Persone come Philippe Starck lo hanno già dimostrato e ora possono facilmente convincere gli altri perché i loro precedenti successi hanno conferito loro autorità.</p>



<p id="ember60">Attenzione però: essere anticonvenzionali non significa creare inutili oggetti di fantasia. Dieter Rams, Jony Ive, gli Eames e molti altri hanno avuto un approccio non convenzionale che ha portato a oggetti belli e funzionali senza uno stile troppo appariscente.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://media.licdn.com/dms/image/D4D12AQGUUAqsiBkttw/article-inline_image-shrink_1500_2232/0/1688116298660?e=1701302400&amp;v=beta&amp;t=9AIHwQYGXyjpc3f5kHFWk61mTgW4Q-6nXAP4kmKwfyE" alt="Non è stato fornito alcun testo alt per questa immagine"><figcaption class="wp-element-caption">Sistema audio Dieter Rams per Braun</figcaption></figure>



<p id="ember62">Quindi, il quadro di riferimento per creare un prodotto originale è semplice: bisogna eccellere nel gestire il non convenzionale e trasformarlo in realtà.</p>



<p id="ember63">La cattiva notizia è che questo richiede molto tempo e numerosi tentativi. I più grandi compositori di musica, ad esempio, hanno raggiunto i loro capolavori dopo aver composto da 500 a 600 pezzi. È un viaggio lungo, ma come designer è nostra responsabilità fare almeno un tentativo.</p>



<p id="ember64">Non sono nato creativo; mi sto ancora allenando per scalare l&#8217;Olimpo e vedo le mie idee evolversi di anno in anno. A volte possono essere un po&#8217; più difficili da capire rispetto a prima, ma sono sicuro che le buone idee hanno bisogno di tempo per essere apprezzate. Pensate alla musica: se ascoltate una canzone per la prima volta e vi piace subito, probabilmente si tratta di una combinazione di note familiari che presto diventeranno stancanti. D&#8217;altra parte, una buona canzone di un nuovo genere ha bisogno di tempo perché offre qualcosa di fresco e noi dobbiamo abituarci.</p>



<p id="ember65">Ma una volta entrati, l&#8217;esperienza è enorme.</p>
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		<title>La trappola del minimalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 15:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La forma segue la funzione. La forma segue la funzione, un mantra che i designer hanno abbracciato sin dal XIX secolo. (nota di regia: questo concetto ha avuto origine da un architetto riguardo all&#8217;architettura, ma è stato preso in prestito) . Nell&#8217;ambito dell&#8217;istruzione nel design,...</p>
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<h3 class="wp-block-heading">La forma segue la funzione.</h3>



<p>La forma segue la funzione, un mantra che i designer hanno abbracciato sin dal XIX secolo. <em>(nota di regia: questo concetto ha avuto origine da un architetto riguardo all&#8217;architettura, ma è stato preso in prestito) </em>.</p>



<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;istruzione nel design, ci viene insegnato che la decorazione è indesiderabile e dovremmo eliminare tutto ciò che è superfluo. Nel corso degli anni di esperienza, ho notato come i critici del design e i designer celebrino soluzioni molto semplici. Di conseguenza, come designer, ci sforziamo di raggiungere quella brillante semplicità che verrà elogiata nel nostro lavoro (prendi queste parole come garantite, poiché capisco che questo potrebbe non applicarsi a tutti).</p>



<p>Per me, essere minimalista non riguarda solo generare un&#8217;idea e cercare di semplificarla il più possibile; <em>è un modo di pensare, mentalità. </em>.</p>



<p>Per abbracciare veramente la semplicità, bisogna pensare in modo semplice. Non si tratta di creare qualcosa e poi rimuovere elementi; <strong>si tratta piuttosto di non considerare elementi aggiuntivi</strong>fin dall&#8217;inizio ed esprimere l&#8217;idea nel modo più semplice possibile per migliorare la comprensione In questo modo, i concetti complessi possono essere comunicati attraverso forme, funzioni e interazioni di base.</p>



<p>È una dialettica, ma con forme invece che parole.</p>



<p>Quindi, cosa succede quando si lavora con queste forme semplici? Si finisce con qualcosa di base, qualcosa che è alla portata di tutti.</p>



<p>Per esempio, se si progetta uno sgabello costituito da un unico cuscino sferico, è così semplice che qualcun altro potrebbe avere la stessa idea. Potrebbero renderlo più grande, più piccolo, più economico, o qualsiasi variazione, ma alla fine, rimane un semplice sgabello sferico. Lo stesso principio si applica anche alle forme più complesse.</p>



<p>Recentemente, mi sono imbattuto nella notizia che alcuni pezzi di design di Luca Nichetto hanno &#8220;ispirato&#8221; i principali marchi di arredamento nel mondo della moda. Luca non ha suscitato polemiche ma ha semplicemente condiviso la somiglianza sulle sue piattaforme di social media, che hanno attirato numerosi giornalisti desiderosi di approfondire l&#8217;argomento. Lo stesso designer ha riconosciuto che queste cose possono accadere (non è un tabù), ma la differenza sta nel modo in cui le gestisci. Ci sono due eccellenti articoli su <a href="https://www.cieloterradesign.com/editorial/design-designers/lironia-di-luca-nich-3f9a46">CieloterraDesign</a> (per chi parla italiano) e <a href="https://designwanted.com/professional/luca-nichetto-what-to-do-when-someone-strongly-inspired-your-design/">Design Wanted</a> (per chi parla inglese), dove è possibile esplorare la questione in dettaglio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="738" src="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/nichettofendi-1024x738.jpg" alt="" class="wp-image-1868" srcset="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/nichettofendi-1024x738.jpg 1024w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/nichettofendi-300x216.jpg 300w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/nichettofendi-768x553.jpg 768w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/nichettofendi-700x504.jpg 700w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/nichettofendi.jpg 1388w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">A sinistra i tavolini di Luca Nichetto (2018) &#8211; a destra i tavolini Fendi Casa (2022)</figcaption></figure>



<p>Così, la trappola del minimalismo si nasconde dietro l&#8217;angolo. Se può accadere con pezzi elaborati, è facile immaginare quanto facilmente si verifica con forme di base che si inclinano verso il minimalismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come evitare di cadere in questa trappola?</h2>



<p>Questo non è inteso come una lezione di design, quindi non approfondire la metodologia. Tuttavia, vorrei condividere un buon esempio da uno dei designer che ammiro di più &#8211; <a href="https://michaelanastassiades.com/">Michael Anastassiades</a>. Inoltre, Anastassiades e il suo team producono e distribuiscono la maggior parte delle sue idee, rendendo ancora più difficile assicurarsi che non stia inavvertitamente replicando il lavoro di qualcun altro. Dopo tutto, quando avete qualcuno, quale un&#8217;azienda, con un terzo parere su che cosa fate, possono contribuire ad identificare le somiglianze nel mercato.</p>



<p>Concentriamoci su due esempi.</p>



<p>Il primo è la sua serie di lampade per <a href="https://flos.com/it/it/ic-lights-suspension/M-ic-lights-suspension.html">Flos chiamato IC</a>. Quando si rompe, è essenzialmente una sfera di luce e un tubo di metallo, quasi come un archetipo. Tuttavia, ciò che lo rende accattivante è come questi elementi si uniscono. <strong>È l&#8217;interazione di tangenza tra le due parti</strong>che crea un effetto magico. Nessuna forma ingannevole, solo qualità ben congegnata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="767" height="1024" src="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/flosanastassaides-767x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1871" srcset="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/flosanastassaides-767x1024.jpg 767w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/flosanastassaides-225x300.jpg 225w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/flosanastassaides-768x1026.jpg 768w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/flosanastassaides-600x800.jpg 600w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/flosanastassaides-700x935.jpg 700w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/flosanastassaides.jpg 820w" sizes="auto, (max-width: 767px) 100vw, 767px" /><figcaption class="wp-element-caption">Collezione IC light di Flos, design Michael Anastassiades.</figcaption></figure>



<p>Lo stesso si può dire per il relatore nato dalla collaborazione con <a href="https://www.bang-olufsen.com/it/it">Bang &amp; Olufsen</a>. <strong> È un grande disco</strong> che dà l&#8217;impressione di poter rotolare, ma rimane fermo. È super semplice, vero? Sì. Ma hai mai visto qualcosa di simile? Inoltre, <strong>le sue dimensioni si discostano dallo standard.</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/anastassaidesbangolufsen-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-1873" srcset="https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/anastassaidesbangolufsen-1024x576.jpg 1024w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/anastassaidesbangolufsen-300x169.jpg 300w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/anastassaidesbangolufsen-768x432.jpg 768w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/anastassaidesbangolufsen-700x394.jpg 700w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/anastassaidesbangolufsen-539x303.jpg 539w, https://marioalessiani.com/wp-content/uploads/2023/06/anastassaidesbangolufsen.jpg 1488w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Beosound di Bang &amp; Olufsen, design Michael Anastassiades</figcaption></figure>



<p><strong>Non convenzionale ma con forme convenzionali.</strong></p>



<p>La sfida significativa consiste nell&#8217;allineare vari fattori: una grande idea, forma semplice, originalità e facilità di comprensione.</p>



<p>Quello che ho osservato è che, <em> l&#8217;idea da sola è insufficiente.</em><strong> È più come un ingrediente segreto vitale che rende qualcosa di facile da creare e immensamente attraente.</strong></p>



<p>Se volete vedere alcuni esempi di copie non intenzionali, date un&#8217;occhiata al <a href="https://ionoi.it/">blog di Fabio Novembre chiamato IoNoi </a>(lo seguo su Instagram), dove accosta simpaticamente queste repliche involontarie nei suoi post. Altamente raccomandato!</p>



<p>Se ti è piaciuto questo articolo, sentiti libero di condividerlo con la tua comunità. E se avete qualche esempio di prodotti minimi eccezionali, si prega di condividerli nei commenti.</p>



<p>Nel prossimo articolo, discuterò di come identificare le persone di talento nel campo del design.</p>



<p>Ci sono molti più articoli sul processo di progettazione sulla pagina <a href="https://marioalessiani.com/journal/">Journal page</a> di questo sito, check it out.</p>
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